I giovani evitano la gravidanza, ma non le malattie

Il Censis ha presentato un rapporto sulla sessualità dei “millenials”: molto attenti ad evitare figli indesiderati, ma sanno poco e nutrono convinzioni errate circa le malattie sessualmente trasmesse

 

A 17 anni in media hanno già avuto un rapporto sessuale completo, il 93% fa molta attenzione a non procreare, ma solo il 70% usa il profilattico, con la convinzione che per proteggersi dalle malattie sessualmente trasmesse basti il partner fisso, evitare rapporti promiscui, per il 17% addirittura la sola pillola anticoncezionale. Sono molte le confusioni se non le false convinzioni dei giovanissimi, riguardo al sesso ed alle malattie sessualmente trasmesse: la distinzione tra contraccezione e prevenzione non è sempre chiara.  Per informarsi usano soprattutto internet, quindi i compagni, molto distaccata viene la scuola e la famiglia, una piccolissima percentuale si rivolge al medico. A chiedergli quali siano le malattie a trasmissione sessuale quasi il 90% cita l’AIDS, solo il 23% conosce la sifilide, si scende al 18% per la candida e appena il 13% sa che per via sessuale ci si può infettare con la sifilide, la gonorrea, l’herpes genitale e l’epatite, tra le altre malattie di cui c’è infatti un gran ritorno, nel nostro Paese. Anche se provoca ogni anno 1000 morti per carcinoma alla cervice uterina, solo il 15% degli intervistati dal Censis sa cosa sia il papilloma virus: eppure, sostiene la SIGO, società italiana di ginecologia ed ostetricia, se tutti i giovani adolescenti femmine ma anche maschi si vaccinassero questa forma di tumore sparirebbe. «Le infezioni sessualmente trasmesse costituiscono un insieme di malattie molto diffuse che interessano milioni di individui, ogni anno, in tutto il mondo. Esse hanno un forte impatto sia a livello individuale che di sanità pubblica e, tra l’altro, favoriscono l’acquisizione e la trasmissione dell’Hiv» ha detto Ranieri Guerra, Direttore generale della Prevenzione sanitaria del Ministero della Salute. «Il nuovo Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017-2019 e il Decreto ministeriale sui nuovi Lea prevedono la vaccinazione Hpv nelle ragazze undicenni e l’introduzione della vaccinazione anti-Hpv nei maschi undicenni, segnando un notevole progresso rispetto allo scenario precedente». «L’insufficiente conoscenza di queste infezioni e di come prevenirle è tra i principali problemi», ha detto Andrea Lenzi, Professore ordinario di Endocrinologia dell’Università La Sapienza di Roma. «La maggior parte delle informazioni che i giovani hanno derivano infatti dagli amici, seguiti dai media e dai social network, lasciando spazio a molta spazzatura sul web. Parlando di Papillomavirus e di maschi, per esempio, spesso i ragazzi non sospettano minimamente di poter essere portatori di una infezione che può anche causare un tumore». «Il nostro Telefono Verde Aids e Infezioni sessualmente trasmesse riceve oltre 1.000 chiamate al mese, di queste solo il 10% proviene da parte di giovani (15-24 anni), che risultano avere poche informazioni corrette sulla prevenzione di queste patologie e pensano che siano un problema legato a determinate fasce di popolazione e non causate da comportamenti a rischio» ha dichiarato Walter Ricciardi, Presidente dell’ISS. «Ciò richiama l’importanza di attivare canali di informazione pensati specificamente per i giovani, per proteggere la loro salute, la loro fertilità, il loro futuro». «Gli adolescenti e i giovani millennial che abbiamo interpellato si muovono in un mondo inondato di immagini e contenuti sessuali sempre più facilmente accessibili, in media a 17 anni iniziano ad avere rapporti sessuali e hanno colmato le tradizionali differenze tra ragazzi e ragazze. Eppure circa il 50% dichiara di avere dubbi in materia di sessualità», dice Ketty Vaccaro, Responsabile dell’area Welfare e Salute del Censis. «Se in larga misura dichiarano di proteggersi anche dalle infezioni sessualmente trasmesse, non sempre sono consapevoli dei rischi che corrono. Le ragazze hanno una maggior conoscenza del Papillomavirus e della possibilità di prevenzione basata sulla vaccinazione, ma tutti sono ampiamente favorevoli alla sua estensione ai maschi».

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